“Se davvero ci fosse l’intenzione di investire per lo sviluppo di un sistema ferroviario negli ambiti urbani di 10 grandi o medie città una somma equivalente a quella del Ponte sullo Stretto, allora anche questo investimento su un’unica opera infrastrutturale sarebbe sacrificabile”. E’ in qualche maniera la “ricetta” suggerita da Cesare Vaciago a conclusione dell’atteso incontro che si è tenuto alla sala CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani), in occasione della presentazione, a Roma, del volume curato dallo stesso autore e intitolato “Diario di un Riformista”.
“Con molti anni di meno sicuramente vorrei ritornare in questa città per impegnarmi in qualche progetto riformatore”, ha detto ancora Vaciago, che ha ritrovato a Roma tutto il suo “pubblico” che ne ha seguito il percorso professionale e le sue iniziative di innovazione formativa ed organizzativa: sala piena ben oltre il limite dei posti disponibili, presenti quasi tutti i protagonisti di una stagione di riforme e di impegno con la “visione” comune di contribuire a migliorare prima delle aziende, le condizioni di vita dei cittadini.
E’ un tema su cui ha particolarmente insistito Francesco Rutelli, indimenticato sindaco di Roma cui è intestata – insieme all’assessore ai Trasporti Walter Tocci e alla “squadra” di ingegneri delle Ferrovie dell’epoca di Necci e Vaciago – la “cura del ferro” che ha trasformato il sistema dei trasporti capitolino con la creazione di sei ferrovie metropolitane regionali, la moltiplicazione delle stazioni sia sul territorio regionale che in ambito cittadino, ma soprattutto – come ha ricordato lo stesso Rutelli mostrando l’elenco delle cifre – un numero impressionante di risorse finanziarie investite in opere immediatamente realizzate e in cantieri.
Rutelli e Tocci furono anche il sindaco e l’assessore che chiamarono Cesare Vaciago alla guida di Atac, la società capitolina dei trasporti ridotta in stato pre-fallimentare, ponendo le basi – oltre che della ristrutturazione aziendale – di un esempio concreto di integrazione del servizio trasportistico urbano ed extra-urbano di ferrovie, metropolitane e autobus con il sistema “Metrebus”.
L’incontro è vissuto principalmente su due piani, ripercorrendo alcuni degli ambiti del percorso professionale di Cesare Vaciago (che in realtà ha coinvolto anche altri campi, come illustrato nel libro), vale a dire la formazione e le ferrovie.
Di formazione hanno parlato due protagonisti d’eccezione come Giuseppe De Rita, fondatore del Censis, e Nadio Delai (direttore dello stesso istituto e successivamente sociologo con molteplici esperienze tra cui anche le Ferrovie dello Stato Italiane), che hanno incrociato entrambi l’esperienza lavorativa di un Vaciago “alle prime armi”, divenendone ben presto i mentori per un protagonista di innovazioni perseguite con “azzardo e ragione”, come sottolineato da De Rita. Per le ferrovie, si è rivissuta un’altra stagione di profondo e decisivo riformismo con protagonisti che rispondono ai nomi – oltre che di Cesare Vaciago – di Mario Schimberni, Lorenzo Necci, Silvio Rizzotti e Mauro Moretti.
“Diario di un Riformista” è anche un omaggio alla memoria di Lorenzo Necci, ed è quindi significativo che una dei maggiori protagonisti dell’incontro sia stata Alessandra Necci, oggi storica e scrittrice affermata e direttrice dei musei Gallerie estensi e Palazzo Reale di Napoli, ma soprattutto custode della memoria di un manager di una “visione” – come ha sottolineato la Necci– anticipatrice e del tutto orientata a migliorare le prospettive di sviluppo del Paese e le condizioni di vita. Si devono a Necci e alla sua “squadra” di dirigenti che poi in gran parte ne hanno proseguito l’opera due innovazioni fondamentali come da un lato l’Alta Velocità ferroviaria (l’opera infrastrutturale che ha realmente cambiato il volto del Paese, seguendo l’esempio delle autostrade negli anni ’60-’80, e dall’altro – altrettanto fondamentale – la rivoluzione copernicana del Trasporto pubblico locale, trasformato da servizio ferroviario svolto sostanzialmente con logiche di azienda che gestisce i propri servizi su ferro, in strumento al servizio delle politiche urbane ed urbanistiche, in contributo determinante allo sviluppo di una moderna rete trasportistica integrata al servizio delle città.
Importanti e significative sono state le testimonianze di protagonisti del mondo ferroviario come Silvio Rizzotti e Ercole Incalza, o di un protagonista del mondo sindacale come Armando Romeo (con Cesare Vaciago alla guida del Personale nell’azienda FS, fu attuata una delle più grandi ristrutturazioni di organico senza che venisse dichiarata un’ora di sciopero), o Gabriele Panizzi, collaboratore nei percorsi di Formazione. Ma il vero significato dell’incontro per la presentazione del volume scritto da Cesare Vaciago è il risveglio della volontà di perseguire un nuovo disegno riformatore e soprattutto capace di offrire una “visione”, quella visione che Alessandra Necci ritrovava e ha ritrovato nelle azioni del suo genitore.
Roma, 19 ottobre 2026
Fonte FERPRESS